... passi la vita a cercare di farli alzare da terra. Corri e corri con loro fino a restare tutti e due senza fiato… Giorno dopo giorno l’aquilone si allontana sempre più e tu senti che non passerà molto tempo prima che quella bella creatura spezzi il filo che vi unisce e si innalzi, come è giusto che sia, libera e sola. Allora soltanto saprai di avere assolto il tuo compito. (Erna Bombeck)
sabato 7 luglio 2012
Auguri mio piccolo Ometto
anche quest'anno mi ritrovo a scriverti una lettera che tu possa magari ritrovare un giorno quando la mamma sarà la tua dolce vecchina da accudire e quando sarai tu a dovermi fare le coccole....
adesso però sono qui io a mangiarti di baci, e a gongolarmi in quei tuoi spontanei e dolcissimi "mamma sei bellissima", "mamma ti voglio bene", "mamma sei la mamma più mamma del mondo"....
cucciolottto mio, buon 4° compleanno...
il tempo passa ma tu resti e resterai sempre il mio ometto ed io spero che, nonostante gli errori, nonostante il tempo perso, nonostante qualche sgridata di troppo....nonostante tutto, tu possa sempre riuscire a percepire tutto l'amore che provo per te e tutta la voglia che ho di farti crescere in un mondo di gioia e serenità. di darti tutta me stessa.
tu però non dimenticare mai di sorridere.... ridi amore mio, ridi ad ogni sole che sorgerà e ad ogni nuvola che passerà.
perchè con il sorriso tu sei ancora più bello.
e perchè se sorridi anche la vita lo farà con te.
ti voglio una infinità di amore.....gamberetto mio :)
domenica 4 settembre 2011
Lo zaino è pronto
Non sembra vero - sembrano frasi fatte - ma domani sarà per te il primo giorno della scuola materna... che ometto!!!
spero tu possa trovare ad accoglierti un mondo di fiabe e di colori, di magie e di nuovi sapori, tanti nuovi amici ed una maestra che ti saprà prendere per mano ed indirizzare su questa nuova strada...
E' un mondo di giochi, ma è soprattutto un nuovo cammino della tua vita, ed io in quello zaino ti lascio un po' del mio amore, per ricordarti che la mamma è sempre con te quando magari ci sarà qualche momento di sconforto e malinconia ....
và mio piccolo ometto, segui la tua strada, e come un aquilone io pian piano ti vedo spiccare il volo, verso l'azzurro di un cielo che spero possa essere sempre sereno per te...
giovedì 11 agosto 2011
Tu
TU che stai crescendo qui sotto i miei occhi, non avere fretta perchè ho paura di perdermi qualcosa, e non me lo perdonerei.
martedì 6 ottobre 2009
Malattie e malinconie
"Piccolo di mamma stai tranquillo, lì con te c'è il Paparozzo e sei in buone mani. E' solo uno dei mille virus e batteri che ci portiamo dietro dalla vita comunitaria al nido, ma ti renderà più forte e combattivo e soprattutto presto sarà tutto passato. La Mamma torna presto - prestissimo e sarà tutta per te, per riempirti di coccole".
Ho cercato così di rassicurarlo, trasmettendogli, nel buio di un mattino ancora alle prese con i primi risvegli, la serenità e l'amore che porto dentro di me e che, anche se lontana, spero di continuare a trasmettergli.
Le Donne hanno combattuto tanto negli anni per parità, uguaglianza di trattamenti e ottenimento di una vita sociale e lavorativa che permettesse loro di "realizzarsi".
Ma le Donne non sono tutte uguali... e per chi si realizza andando in ufficio, ce ne sono tante, tra cui la MammOta, la cui realizzazione più grande è la sua Famiglia, e con un groppo in gola ogni mattina si sveglia e saluta tutti, mentre dentro di sè in questo momento pensa che vorrebbe solo dedicarsi ad altro... a qualcosa di più vivo e più vero. Al suo gioiello.
PS (delle 8.20) - dopo aver buttato giù di getto queste mie parole e riflessioni, mi sono imbattuta in questo articolo tratto da Il Giornale di ieri. E le riflessioni interiori continuano...
Non so se una "brava mamma" è una "mamma full time", dedita unicamente alla famiglia, ma quello che credo è che una Mamma non possa esserlo solo nel w-e o la sera dalle 19 alle 20. Un figlio per crescere ha bisogno di attenzioni e modelli di riferimento. Ed una casa silenziosa, estranei che si prendono cura di lui, 12 ore al nido, una vita fatta di w-e pieni per compensare settimane vuote... beh, io credo che questi non siano dei modelli di riferimento "sani" per la sua crescita.
lunedì 28 settembre 2009
Come ti chiami?
Guarda le foto di famiglia e, con l'indice puntato, esclama "Mamma, Papà, ... NANO"!!!
Ieri alla CasanellaPrateria sono arrivati i NonniCocozzi.
A cena, seduti intorno al tavolo a gustarci la nostra pizza domenicale con il Piccolo a capotavola, è iniziato l'appello " Papà, Mamma, Nooonnooo, Noooonnaa .... NANO"!!
Non fa una grinza, e alla fine ha ragione lui!
(chissà cosa ne pensa l'inquilina della panza)
giovedì 17 settembre 2009
Annunciazione Annunciazione!!
Alla "tenera" età di 14 mesi ben suonati, il cucciolo di casa ha iniziato a muovere i primi passi da solo... si schianta, rotola, sbatte. Ma non demorde.
E per PapàRozzo queste son soddisfazioni :)
martedì 28 luglio 2009
Tribù indiane
La deambulazione è preceduta solitamente dal gattonamento o da spostamenti a terra con varie modalità (da seduto, strisciando, a orso, in ginocchio ecc.) e da spostamenti in piedi tenendosi a vari sostegni: persone, mobili bassi, sedie. Il gattonamento va considerato come una vera e propria tappa nello sviluppo del bambino, una fase preparatoria che gli permette di acquisire sicurezza e abilità, di prendere “le misure” e consapevolezza delle distanze, delle profondità e di sperimentare in sicurezza da terra, ostacoli e pericoli.
Per tutto lo sviluppo senso/motorio che caratterizza i primi anni di vita del bambino va sollecitata e accompagnata la spinta naturale all’autonomia, motore primario della crescita e della vita stessa nella sua essenza principale.
Il bambino non andrebbe mai messo in posizioni/posture che non sa attivare e mantenere da solo e quindi anche per lo stare in piedi e per la deambulazione è importante che faccia le sue sperimentazioni e le sue conquiste da solo con le sue possibilità e i suoi tempi, noi adulti abbiamo il compito di stargli vicino, di incoraggiarlo, di gratificare i suoi sforzi ma non di sostituirci.
Oltre alla nostra fatica ciò che più conta è che il bimbo sperimenti un’autonomia motoria che dovrebbe avere anche un significato psico/affettivo di distacco e riavvicinamento dall’adulto di riferimento senza “staccarsi”.
Sul piano prettamente fisico poi, questa modalità ritarda la deambulazione autonoma e rende il bimbo meno sicuro e più dipendente."
(tratto da ilmiobaby.com)
Il Nano non ne vuole sapere di camminare. Ha soffiato sulla sua prima candelina 3 settimane fa e tutti (tutti) la prima cosa che chiedono è: ma cammina? No, il Nano non cammina e non ne ha assolutamente voglia. Appartiene alla famosa tribù indiana dei "culi pesanti" e fare troppa fatica per lui è sacrilegio.
Si sposta agilmente a quattrozampe ormai da 5 mesi raggiungendo ogni angolo più recondito della casa. Si alza, si aggrappa, si arrampica, si rotola, si siede e si sdraia, si appende e si avvinghia... ma non cammina.
In qualità di Mamma ne sono felice: quando inizierà a camminare saranno guai (già sperimentati con NipoteLaPeste...) e chi lo terrà più?
.... ma PapaRozzo un po' freme, vuole vederlo sgambettare. E allora io annuncio a tutti (e mi siate testimoni) che sarà LUI ed esclusivamente LUI a doverlo rincorrere sulle distese di sabbia di SouthCityPlace... io mi rotolerò sotto il sole, senza alzare dito.... perchè della tribù dei culi pensanti io sono il Capo - Augh!